Di Antonia Bersellini Baroni
Un’iniziativa che ha ribadito il valore della collaborazione tra studiosi, restauratori, artigiani e giovani allievi, confermando il ruolo del cotto come elemento essenziale dell’identità artistica e architettonica di Mantova, con un appello a non perdere di vista la Casa del Mercante. Si è svolto sabato pomeriggio, nell’Atrio degli Arcieri del Palazzo Ducale, l’incontro “Il cotto, questo sconosciuto”, promosso dalla Società per il Palazzo Ducale di Mantova e dedicato a uno dei materiali più rappresentativi della tradizione costruttiva mantovana. Una conferenza che ha intrecciato ricerca e restauro alla memoria del territorio, con testimonianze dirette di professionisti del settore.
La prof.ssa Mariarosa Palvarini Gobio Casali ha aperto l’incontro condividendo l’origine personale e culturale del progetto, ricordando che «la terracotta è l’ultima tappa del percorso sulla ceramica iniziato con mia sorella Anna nel 1977». Ha poi evocato il giorno in cui, entrando agli Istituti Santa Paola per la premiazione annuale, nacque l’idea del rosone mancante: «Era una bella giornata di primavera quando mi avviavo verso la scuola di restauro in Piazza dei Mille per assistere alla premiazione che ogni anno la Società assegna agli allievi più bravi». Ripercorrendo le forme e i colori della chiesa tardogotica fondata da Paola Malatesta, la studiosa ha richiamato «l’intenso colore rosso della nostra terracotta che usciva già dalle fornaci romane con il nome di sigillata chiara o scura» e ha lanciato la proposta di un intervento condiviso: «Perché non ridare dignità, grazia e decoro al brandello di un illustre passato? Perché non completare quel vuoto in modo attuale, ma consono alla sua funzione?».
L’architetto Silvia Polato, docente degli Istituti Santa Paola e socia della Società, ha presentato il progetto del rosone elaborato insieme alle allieve del corso di restauro, un lavoro che unisce rigore storico e sensibilità contemporanea.
Sono seguiti gli interventi di Alberto Cappelli, titolare della Fornace Polirone, ultima ancora attiva nel mantovano, e del prof. Emilio Greppi, che ha illustrato l’esperienza cremonese nel recupero di pavimentazioni ed edifici storici.
A concludere è stato l’ex Soprintendente dott. Gabriele Barucca, che ha espresso un pensiero chiaro sul valore della tutela e sul ruolo delle istituzioni: «È stato un piacere intervenire alla bella iniziativa organizzata dalla cara Professoressa Palvarini. Il senso vero del mio intervento era quello di promuovere al massimo la sensibilità delle Istituzioni e dei privati con disponibilità economiche adeguate di prendersi carico del destino di quell’autentico gioiello architettonico e decorativo di Mantova che è la Casa del Mercante».
La prof.ssa Palvarini Gobio Casali ha infine rivolto un ringraziamento al dott. Stefano L’Occaso, direttore del Complesso Museale di Palazzo Ducale, «da cui abbiamo attinto notizie dalle sue ricerche sulle fonti archivistiche, che ci ospita e sostiene sempre le iniziative dedicate alla storia e all’arte mantovana».
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La Società per il Palazzo Ducale di Mantova invita all’incontro “Il cotto, questo sconosciuto”, in programma sabato 22 novembre alle ore 15.30 nell’Atrio degli Arcieri del Palazzo Ducale. Un pomeriggio dedicato alla riscoperta di un sapere antico, che per secoli ha modellato il paesaggio e l’economia del territorio mantovano. La conferenza, a cura della prof.ssa Maria Rosa Palvarini Gobio Casali, affronterà la storia delle fornaci e dell’evoluzione della produzione di laterizi e ceramiche nel Mantovano dalle origini all’Ottocento, con radici che affondano nell’epoca romana e attraversano Medioevo, Rinascimento ed età moderna. Accanto alla storica, interverranno l’architetto Silvia Polato, docente degli Istituti Santa Paola, e studiosa dei materiali della tradizione; Alberto Cappelli, gestore della Fornace Polirone e operatore del settore; ed Emilio Greppi, direttore del Centro Studi del Cotto di Cremona, figura di riferimento nazionale negli studi sulla materia.
Particolare attenzione sarà dedicata al tema del “cotto nell’architettura”, materiale identitario della cultura costruttiva mantovana, impiegato per elementi decorativi, cornici, modanature e fregi, con le sue sfumature naturali e la forte integrazione nel paesaggio locale. Gli esperti illustreranno inoltre le fasi di lavorazione dell’argilla – dalla modellazione alla cottura, fino alla varietà dei prodotti e al loro commercio.
In chiusura, una classe degli Istituti Santa Paola del corso di laurea magistrale “Restauratore di beni culturali” presenterà uno studio progettuale dedicato ai rosoni in cotto, esito di un percorso formativo sviluppato sul patrimonio storico-artistico del territorio. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.


